La filosofia politica della Costituzione Italiana è influenzata da tre anime principali: socialista-comunista, cattolica e liberale; le quali si riflettono nei principi di democrazia, lavoro, solidarietà e libertà.

Tali principi si traducono in un ordinamento che si fonda sulla repubblica democratica (Art. 1), con la sovranità popolare esercitata attraverso il lavoro (Art. 1, 4), la tutela dei diritti inviolabili dell’individuo (Art. 2) e l’organizzazione politica attraverso partiti democratici (Art. 49). 

Principi filosofici e politici nella Costituzione

Sovranità popolare:

L’Articolo 1 stabilisce che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ciò in risposta al voto del referendum del 1946 che ha optato per la forma repubblicana.

Democrazia (dal greco: démos, “popolo” e krátos, “potere”) significa “governo del popolo”. E’ una forma di governo e di valori sociali in cui la sovranità è esercitata direttamente o indirettamente dal cittadini. E’ un sistema politico che si fonda sul principio della sovranità popolare, dove l’unico detentore del potere è il popolo.

Qui lo Stato diviene un’entità limitata alla sola gestione del potere (“Stato-Oggetto”), la quale viene esercitata nel nome dai suoi unici titolari: i cittadini. In ciò differenziandosi diametralmente dallo “Stato-Soggetto” delle Repubbliche Monarchiche e degli Stati totalitari (fascismo, comunismo e nazzismo).

Negli Stati democratici, i cittadini hanno la libertà di scegliere i propri rappresentanti e di influenzare le decisioni politiche. Tuttavia, il concetto di democrazia non si riduce solo a questo (come molti erroneamente credono). In vero, la democrazia è un’entità ontologica molto più ampia e articolata in vari aspetti che vanno ben oltre la semplice elezione dei propri esponenti politici.

Centralità dell’individuo:

L’Articolo 2 sancisce la centralità dell’individuo riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali. Tali diritti sono affiancati dalla necessità di adempiere ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

Centralità del lavoro:

L’Articolo 1 valorizza il lavoro quale “elemento fondante” ancor prima di essere un “diritto”; peraltro l’unico elevato al rango di “principio fondamentale” (Art. 4 Cost.). Qui il lavoro diviene il vero e proprio “fondamento” della nuova civiltà italiana delineata nella Costituzione. La “pietra d’angolo” su cui è edificata l’intera Repubblica.

Una tale visione del lavoro, non più come “merce” bensì come “valore”, si ispira a idee che affondano le radici nel pensiero filosofico di Locke, Smith, Hegel; e in quello socialista e cattolico.

Libertà:

La Repubblica riconosce e garantisce la libertà quale diritto sovrano del cittadino e principio chiave per lo sviluppo della società:

  • libertà di associazione in partiti politici, i quali devono operare con metodo democratico per divenire lo strumento di collegamento tra cittadino (sovrano) e Stato (oggetto) (Art. 49 Cost.);
  • libertà e autonomia delle amministrazioni locali, le quali peraltro sono elevate a rango di “principi fondamentali” (Art. 5 Cost.);
  • libertà personale e diritto all’autodeterminazione (Art. 13 Cost.);
  • libertà di manifestazione del pensiero, senza censure (Art. 21);
  • libertà di insegnamento e ricerca, libertà dell’arte e della scienza, autonomia universitaria (Artt. 33 e 34 Cost.)

Pluralismo:

La Repubblica Italiana promuove il pluralismo religioso, riconoscendo l’uguaglianza di tutte le confessioni religiose di fronte alla legge (Art. 8 Cost.), fatta eccezione per il rapporto particolarmente privilegiato con la Chiesa Cattolica (sancito dall’Articolo 7).

Conclusioni

In sintesi, la Costituzione Italiana è un esempio di come la filosofia politica possa tradursi in un testo costituzionale, fondando la Repubblica su un delicato equilibrio tra i diritti e i doveri del cittadino e l’organizzazione del potere politico, il tutto ispirato da diverse tradizioni di pensiero che convivono e si integrano. 


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